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Cosa si intende con azienda sostenibile? Quali gli impatti sul fronte bancario

Nella consapevolezza che i rischi climatici e ambientali hanno ricadute anche sulle banche e su altri istituti di credito, le autorità europee continuano a impegnarsi a orientare il sistema finanziario verso il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità.

Quando un’azienda può dirsi sostenibile? Gli ESG (environmental, social and governance) sono tre criteri che hanno lo scopo di valutare l’impegno di un’impresa secondo tre dimensioni: ambientale, sociale e di governance.

Un’azienda può dirsi infatti sostenibile se:

– E’ attenta al fattore ambientale: riduce le emissioni di gas serra; non inquina; tutela la biodiversità; è efficiente nell’uso di energia e risorse naturali.

– E’ attenta al fattore sociale: garantisce un ambiente di lavoro e della catena di fornitura di qualità; si impegna nello sviluppo delle risorse umane; pone attenzione alla parità di genere, alla diversità e all’inclusione; si fa carico della responsabilità sociale d’impresa.

– E’ attenta alla governance: all’etica e alla trasparenza; ai diritti degli azionisti; alle policy e alle procedure di controllo.

Gli impatti sul fronte finanziario europeo

Agli investitori gli ESG servono a valutare la solidità di un’impresa in termini, appunto, di investimento. Si parla infatti di finanza sostenibile quando si tengono in considerazione gli obiettivi ambientali e sociali, oltre a quelli strettamente economici.

Sempre di più le autorità europee si impegnano a indirizzare il sistema finanziario verso il raggiungimento di obiettivi ESG. In particolare la EBA (European Banking Authority) ha introdotto i criteri ESG nelle nuove linee guida sulla concessione del credito. Già nel 2019 aveva pubblicato l’”Action Plan on Sustainable Finance”, piano che traccia la road map per l’applicazione dei principi di sostenibilità in Europa e indica alle banche le aree su cui dovrebbero concentrare la loro attenzione.

Nel 2021 sempre la EBA ha pubblicato due documenti: il primo fornisce indicatori chiave di prestazione per stabilire in che misura le attività delle istituzioni finanziarie si qualificano come sostenibili (tra gli indicatori proposti troviamo il Green Asset Ratio); il secondo è un report sulla gestione dei rischi ESG in cui:

1) si fornisce la definizione di rischio ESG

2) si delinea l’impatto che i fattori ESG possono avere sulle controparti o sulle attività oggetto di investimento delle istituzioni finanziarie

3) si descrivono gli indicatori, le metriche e i metodi di valutazione necessari per un’efficace gestione dei rischi ESG.

Inoltre, dalle indicazioni EBA si deduce che:

– L ’attenzione della normativa e del mondo del credito non è solo sull’Environmental, ma anche su Social e sul Governance;

– Le PMI devono pianificare: sia perché spesso investimenti sono pluriennali sia perché le azioni intraprese hanno senso all’interno di un percorso di attenzione aziendale agli ESG;

– Il dialogo Banca-Impresa diventa sempre più rilevante.

Viste le direttive europee, si può capire come le strategie ESG di cui si possono avvalere le PMI hanno il potere di incidere notevolmente sulle scelte degli investitori: saranno più coscienti e predisposti in virtù del fatto che l’investimento porterà a dei benefici positivi sia sulla società che sull’ambiente.

PMI Tutoring affianca da anni le piccole e medie imprese italiane e osserva con attenzione l’evoluzione del mercato, supportando le imprese nel loro cambiamento. Aiutiamo le PMI a reperire i finanziamenti di cui necessitano, individuando le migliori soluzioni per la singola impresa e affiancandola dalla fase di preanalisi a quella di erogazione.

Contattaci per scoprire le migliori soluzioni per la tua impresa.

Quando un’azienda può dirsi sostenibile? Gli ESG (environmental, social and governance) sono tre criteri che hanno lo scopo di valutare l’impegno di un’impresa secondo tre dimensioni: ambientale, sociale e di governance.

Un’azienda può dirsi infatti sostenibile se:

– E’ attenta al fattore ambientale: riduce le emissioni di gas serra; non inquina; tutela la biodiversità; è efficiente nell’uso di energia e risorse naturali.

– E’ attenta al fattore sociale: garantisce un ambiente di lavoro e della catena di fornitura di qualità; si impegna nello sviluppo delle risorse umane; pone attenzione alla parità di genere, alla diversità e all’inclusione; si fa carico della responsabilità sociale d’impresa.

– E’ attenta alla governance: all’etica e alla trasparenza; ai diritti degli azionisti; alle policy e alle procedure di controllo.

Gli impatti sul fronte finanziario europeo

Agli investitori gli ESG servono a valutare la solidità di un’impresa in termini, appunto, di investimento. Si parla infatti di finanza sostenibile quando si tengono in considerazione gli obiettivi ambientali e sociali, oltre a quelli strettamente economici.

Sempre di più le autorità europee si impegnano a indirizzare il sistema finanziario verso il raggiungimento di obiettivi ESG. In particolare la EBA (European Banking Authority) ha introdotto i criteri ESG nelle nuove linee guida sulla concessione del credito. Già nel 2019 aveva pubblicato l’”Action Plan on Sustainable Finance”, piano che traccia la road map per l’applicazione dei principi di sostenibilità in Europa e indica alle banche le aree su cui dovrebbero concentrare la loro attenzione.

Nel 2021 sempre la EBA ha pubblicato due documenti: il primo fornisce indicatori chiave di prestazione per stabilire in che misura le attività delle istituzioni finanziarie si qualificano come sostenibili (tra gli indicatori proposti troviamo il Green Asset Ratio); il secondo è un report sulla gestione dei rischi ESG in cui:

1) si fornisce la definizione di rischio ESG

2) si delinea l’impatto che i fattori ESG possono avere sulle controparti o sulle attività oggetto di investimento delle istituzioni finanziarie

3) si descrivono gli indicatori, le metriche e i metodi di valutazione necessari per un’efficace gestione dei rischi ESG.

Inoltre, dalle indicazioni EBA si deduce che:

– L ’attenzione della normativa e del mondo del credito non è solo sull’Environmental, ma anche su Social e sul Governance;

– Le PMI devono pianificare: sia perché spesso investimenti sono pluriennali sia perché le azioni intraprese hanno senso all’interno di un percorso di attenzione aziendale agli ESG;

– Il dialogo Banca-Impresa diventa sempre più rilevante.

Viste le direttive europee, si può capire come le strategie ESG di cui si possono avvalere le PMI hanno il potere di incidere notevolmente sulle scelte degli investitori: saranno più coscienti e predisposti in virtù del fatto che l’investimento porterà a dei benefici positivi sia sulla società che sull’ambiente.

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