Nuovo Addendum BCE: sarà nuova stretta creditizia?

Nuovo Addendum BCE: sarà nuova stretta creditizia?

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È notizia di questi giorni che la BCE ha inviato un documento in consultazione (Addendum in gergo) a tutte le banche che prevede un importante giro di vite sui tassi di copertura che le banche devono applicare a fronte di crediti deteriorati:

Quando un credito diventa deteriorato

Sono considerate esposizioni deteriorate (non performing exposures) quelle che soddisfano uno dei seguenti criteri o entrambi:

1. esposizioni rilevanti scadute da oltre 90 giorni;

2. è considerato improbabile che il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni creditizie senza l’escussione delle garanzie

Addendum BCE, cosa dice

La proposta BCE prevede che:

  • un credito deteriorato non garantito dopo 2 anni debba essere coperto interamente dalla banca con accantonamento integrale;
  • un credito deteriorato garantito verrà invece “azzerato” entro 7 anni.

La finalità della proposta è quella di sensibilizzare le banche a una maggiore copertura del rischio dato l’alto livello di crediti deteriorati (NPL) e di renderle più attente nella concessione del credito.

Posto che, ad oggi, si tratta di un documento consultivo e che i nuovi tassi di copertura riguarderanno i crediti che diventeranno deteriorati successivamente al 1 gennaio 2018 è chiaro che l’iniziativa BCE fa prevedere delle conseguenze importanti per banche e aziende.

Addendum BCE: conseguenze per le banche

Negli ultimi giorni le banche stanno simulando gli impatti delle misure previste dall’Addendum con esiti che destano preoccupazione. Secondo Equita il costo del rischio salirà di una decina di punti base in due anni, portando il costo dei nuovi accantonamenti a 1,3 miliardi annui. Maggiori accantonamenti significano minori profitti, previsti in calo dell’8%.

Il Presidente dell’ABI lo ha definito un «macigno».

Addendum BCE: conseguenze per le imprese

La conseguenza più immediata per le imprese dovrebbe essere una maggior richiesta di garanzie agli imprenditori così che le banche possano “coprirsi” in un arco temporale ben maggiore (7 anni anziché 2).

Al di là dell’esito finale e senza voler entrate nelle discussioni di questi giorni, appare chiaro che l’orientamento indicato è di una attenzione spasmodica al rischio credito da parte della BCE che può portare le banche ad una ulteriore stretta creditizia con concessione del credito solo ad imprese con importanti performance in termini di redditività ed equilibrio finanziario.

Come comportarsi con le banche

Tutto questo rende sempre più necessario un approccio professionale e un dialogo costante con i propri istituti di credito.

Il rapporto banca-impresa deve diventare una funzione strategica della vita dell’impresa a cui dedicare tempo, energie e risorse.

Le informazioni date alla banca, la gestione quotidiana dei fidi autoliquidanti, le richieste di finanziamento, la ricerca di garanzie adeguate che esulino dalle fidejussioni personali (Fondo di Garanzia PMI e Consorzi Fidi) sono attività che non possono essere lasciate al caso.

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Dario De Benedetti

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