Iniziative per stimolare forme alternative di finanziamento delle PMI: i piani di risparmio (PIR)

Iniziative per stimolare forme alternative di finanziamento delle PMI: i piani di risparmio (PIR)

Home / News / Iniziative per stimolare forme alternative di finanziamento delle PMI: i piani di risparmio (PIR)

La legge di bilancio 2017 (n.232/2016) ha recentemente introdotto i piani di risparmio a lungo termine (Pir) con lo scopo di canalizzare parte del risparmio delle famiglie italiane verso il sistema produttivo italiano delle PMI.

Tale strumento rappresenta quindi per le PMI una forma alternativa di finanziamento da affiancare a quello tradizionale rappresentato in primis dal sistema bancario. L ’obiettivo è il sostegno al finanziamento diretto delle imprese italiane di piccola e media capitalizzazione, attraverso il mercato azionario e obbligazionario.

I Pir sono dei “contenitori” all’interno dei quali i risparmiatori possono inserire qualunque tipologia di strumento finanziario (azioni, obbligazioni, contratti derivati, quote di Oir) o somma di denaro, rispettando i seguenti vincoli di investimento:

  • un ammontare pari almeno al 70% del valore complessivo del capitale deve essere investito in strumenti finanziari emessi da imprese italiane o europee che abbiano però una presenza stabile in Italia.
  • di questo 70%, almeno il 30% (cioè il 21% del totale) deve essere investito in imprese diverse da quelle inserite nell’indice FTSE MIB di Borsa Italiana. Si tratta quindi di PMI quotate nei segmenti MidCap (il paniere dei titoli a media capitalizzazione) Star (il segmento delle società ad alti requisiti) Standard o sul mercato AIM (che è il segmento di Borsa Italiana che rappresenta il vero mercato dedicato alla piccole medie aziende)
  • gli investimenti in strumenti dello stesso emittente o di altra società del gruppo, non possono superare il 10%

Le restrizioni sopra indicate hanno il chiaro scopo di veicolare gli investimenti in Italia e su aziende diverse dalle “big cap” tricolori su cui più abitualmente operano gli investitori istituzionali e privati ed evitare la concentrazione su pochi emittenti.

A fine marzo 2017 il 21% sopra citato (cioè il 30% del 70% iniziale) rinvierebbe a 274 titoli che rappresentano una capitalizzazione complessiva di 123 miliardi e su cui potenzialmente potrebbero/dovrebbero canalizzarsi cifre considerevoli del risparmio privato italiano (si stima per i Pir un mercato potenziale complessivo di oltre 15 miliardi).

Sono di contro solo 79 le aziende ad oggi quotate nell’AIM ed è proprio questo il segmento a cui le PMI attualmente non quotate dovrebbero guardare per poter accedere ad un nuovo canale di finanziamento. L 'AIM (Alternative Investment Market) è il mercato regolamentato gestito da Borsa Italiana e dedicato alle PMI italiane ad alto potenziale di crescita che permetterebbe alle aziende di accedere ad un mercato finanziario dove operano soggetti selezionati e interessati alle small cap. Solo le imprese giudicate adeguate da Borsa Italiana possono accedere all'AIM, ma la procedura di ammissione è più semplice rispetto a quella da seguire per accedere al mercato principale. Nei prossimi 5 anni si stima in 1,25 mld di euro l’impatto dei Pir sull’AIM (fonte IR Top) segnalando quindi l’appetibilità dello strumento per questo segmento.

Accettando i vincoli sopra citati i sottoscrittori/investitori godono di contro di un vantaggio fiscale considerevole cioè la detassazione delle plusvalenze (pari al 26%) a patto che l’investimento sia stato di almeno 5 anni. Il tetto massimo di investimento è di 30.000 euro annui con un limite complessivo di 150.000.

E’ credibile e auspicabile che i PIR possano generare una nuova domanda di quotazioni, ampliando in questo modo l’universo investibile. Con un mercato più efficiente la quotazione di Borsa diventa per le PMI italiane una valida alternativa al credito tradizionale. Nuovi investitori saranno interessati a indirizzare i capitali sul mercato primario e su quello secondario, attraverso aumenti di capitale: oltre ad ampliare la base azionaria, aumenterà il flottante delle MID/SMALL Cap quotate, con effetti positivi sulla liquidità dei titoli e del mercato.

Due limiti dello strumento possono essere un’eccessiva concentrazione del rischio Paese dato che si investe solo su realtà italiane e il vincolo temporale di 5 anni (se non si vuol perdere il vantaggio fiscale) che per un investimenti di borsa può essere un lasso di tempo abbastanza lungo. Di contro va sicuramente apprezzato il tentativo di creare un mercato di capitali dedicato alle PMI che in questo momento non esiste nel nostro paese.

Dario De Benedetti

www.pmitutoring.it ha come obiettivi quello di dare un supporto operativo all’imprenditore nell’accesso al credito sia nelle forme tradizionali sia con modalità “alternative” come quella descritta

Verifica le tue opportunità di accesso al credito nella sezione Come funziona

Chiamaci al numero verde

800 94 25 52

o compila il form sottostante, e i dati della tua azienda, per ottenere in poche ore un' analisi di fattibiltà della tua richiesta di finanziamento.

Ti contatterà un nostro tutor per accompagnarti.


Informazioni preliminari