Come finanziare le startup innovative

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Finanziare le startup è una delle principali sfide del rapporto banca impresa, che si gioca tra poca documentazione a disposizione, la difficoltà a mettere in evidenza gli aspetti positivi e la continua richiesta di garanzie. Negli ultimi anni sono però stati proposti alcuni strumenti a supporto delle startup per reperire capitale di debito.

In questo articolo ci concentriamo sulle start up innovative, che sono destinatarie di diversi strumenti sia di garanzia che di incentivazione. Per quanto riguarda le startup innovative sicuramente siamo di fronte a un fenomeno in forte crescita nell’ultimo triennio. A settembre 2016 si registrano tassi di incremento del numero di società iscritte alla sezione apposita del registro delle Imprese del 35% sull’anno precedente, e di oltre il 140% rispetto al 2014:



Dal punto di vista della distribuzione settoriale, in base alla classificazione Ateco 2007 la gran parte delle startup innovative (75,12%) opera nel settore dei servizi alle imprese.


La problematica principale delle startup, anche di quelle innovative, è l’accesso al credito. Come reperire le risorse necessarie per fare impresa, oltre a quelle messe a disposizione dall’imprenditore? Vediamo alcuni strumenti che possono aiutare le startup nella loro fase iniziale.

In questo approfondimento ci dedichiamo al capitale di debito – principalmente il debito bancario – mentre nelle prossime settimane proporremo riflessioni anche rispetto al capitale di rischio.

1.Accesso al credito e Fondo di Garanzia PMI

Il Fondo di garanzia si sta rivelando molto importante per le startup che, essendo realtà imprenditoriali appena avviate, incontrano solitamente notevoli difficoltà a ricevere prestiti dalle banche.

L’obiettivo è favorire l’accesso al credito delle PMI e delle startup mediante la concessione di una garanzia pubblica che si affianca e spesso si sostituisce alle garanzie reali portate dalle imprese.

È previsto l’accesso semplificato, gratuito e diretto al Fondo, che copre fino all’80% dell’ammontare del finanziamento (in caso di garanzia diretta) o l’80% dell’importo garantito da confidi o altro fondo di garanzia nel caso di controgaranzia, fino a un massimo di 2,5 mln/€, su tutti i tipi di operazioni sia a breve che a medio-lungo termine, sia per liquidità che per investimenti.

Per le startup la garanzia è concessa sulla base di criteri di accesso semplificati, con un’istruttoria che beneficia di un canale prioritario e valutazione su piani previsionali.

Il Fondo non interviene direttamente nel rapporto tra banca e impresa. Tassi di interesse, condizioni di rimborso ecc. ecc. sono lasciati alla contrattazione tra le parti. Sulla parte garantita dal Fondo non possono essere acquisite garanzie reali, assicurative o bancarie.

Come presentare la domanda? L’impresa deve rivolgersi a una banca per richiedere il finanziamento e, contestualmente, richiedere che sul finanziamento sia acquisita la garanzia diretta. Sarà la banca stessa ad occuparsi della domanda. In alternativa, l’impresa si può rivolgere a un Confidi che garantisce l’operazione in prima istanza e richiede la controgaranzia al Fondo.

Di seguito riportiamo alcuni interessanti dati sull’utilizzo del Fondo di Garanzia da parte delle startup innovative, un dato che è in costante crescita (dati disponibili al 30 giugno 2016 - la prima operazione risale a settembre 2013):

  • N° finanziamenti erogati con intervento del FCG: 1.653 (426 entro i 18 mesi)
  • numero aziende finanziate con garanzie FCG: 1.065
  • importo tot dei finanziamenti con garanzie FCG: € 417.990.236 (€ 46.988.500 entro i 18 mesi)
  • l’importo garantito è pari a € 327.017.034 (€ 35.857.520 entro i 18 mesi)
  • importo medio dei finanziamenti: € 252.868
  • durata media dei finanziamenti: 54,2 mesi

2.Il progetto Smart&Start Italia

Un secondo strumento interessante è quello messo a disposizione a partire dal 2015 da Invitalia, denominato Smart&Start Italia. È un programma di incentivi e agevolazioni per le nuove imprese dall’alto contenuto tecnologico e innovativo e/o mirato alla messa a punto e commercializzazione di prodotti, servizi o soluzioni in ambito economico digitale, oppure, alla valorizzazione della ricerca pubblica e privata. Le risorse a disposizione sono 200 mln/€, di cui al 16 marzo 2017 ancora circa 67 mln disponibili.

Possono accedere le piccole imprese costituite da meno di 48 mesi. Per richiedere le agevolazioni non sarà necessario aver già costituito la società: possono accedere anche persone fisiche (compresi i cittadini stranieri in possesso del "visto start-up") che intendono costituire una start-up innovativa. La costituzione della nuova società sarà richiesta solo dopo l’approvazione della domanda. Possono ottenere le agevolazioni anche le imprese straniere, che si impegnano a istituire almeno una sede sul territorio italiano.

La presentazione delle domande può avvenire fino al 2020. Occorre registrarsi sul portale dedicato, compilare la domanda e il piano d’impresa L'analisi e la valutazione in ordine cronologico di invio della domanda.

Per le start up che realizzano i piani di impresa, sono concessi mutui senza interessi il cui valore può arrivare:

  • fino all’80% delle spese ammissibili (max 1,2 mln/€), nel caso in cui la start-up abbia una compagine costituita da giovani e/o donne o abbia tra i soci un dottore di ricerca che rientra dall’estero;
  • fino al 70% delle spese ammissibili (max 1,05 mln/€) negli altri casi.

Inoltre è prevista una quota a fondo perduto per le start-up localizzate nel Mezzogiorno e nel territorio del Cratere Sismico Aquilano che restituiscono solo l’80% del mutuo agevolato ricevuto.

Cosa può essere finanziato? Progetti che prevedono programmi di spesa di importo tra 100.000 € e 1,5 mln/€, per beni di investimento e/o per costi di gestione. Tra le principali voci di spesa ammissibili:

  • per gli investimenti: impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche; componenti HW e SW; brevetti, licenze, know-how; consulenze specialistiche tecnologiche
  • per la gestione: personale dipendente e collaboratori; licenze e diritti per titoli di proprietà industriale; servizi di accelerazione; canoni di leasing; interessi su finanziamenti esterni.

Le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda ed entro i 2 anni successivi alla stipula del contratto di finanziamento.

Inoltre sono previsti servizi di tutoraggio tecnico-gestionale per le imprese costituite da meno di 12 mesi. Il valore di tali servizi è di euro 15.000 per le imprese del Mezzogiorno e nel territorio del cratere sismico aquilano, ed euro 7.500 per le imprese in tutta Italia.

Tommaso Birelli


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