Agroalimentare: ricerca sul rapporto banca impresa

Agroalimentare: ricerca sul rapporto banca impresa

Home / News / Agroalimentare: ricerca sul rapporto banca impresa

La ricerca è su una popolazione di 3.645 società di capitali del settore agroalimentare che hanno depositato il bilancio 2015 e hanno fatturato maggiore di 2 milioni (l'insieme di partenza era di 4.597 aziende, ma sono state considerate sole le aziende che hanno fornito tutti i dati qui analizzati).

La distinzione tra grande, media e piccola impresa è avvenuta secondo la classificazione della Commissione Europea:

new_tabella_imprese-1.jpg

Secondo i parametri sopra riportati, soddisfano i criteri di grande impresa 314 aziende, di media 1.107 mentre le piccole imprese sono 2.224

I ricavi complessivi generati dalle imprese considerate sono superiori a 100,7 miliardi e gli occupati sono oltre 216.800

La ricerca si focalizza soprattutto sul debito bancario e la capacità dell’azienda di far fronte a tale esposizione debitoria tenendo conto della propria marginalità operativa e del proprio patrimonio.

DEBITO BANCARIO

Il debito bancario di breve è superiore a 11,5 miliardi, mentre quello di lungo periodo è circa 8,18 miliardi.

Analizzando il totale del debito bancario (breve più lungo) rispetto all’anno precedente, si nota come il numero di aziende che hanno migliorato nel corso del 2015 la loro posizione debitoria verso il sistema bancario è di poco inferiore rispetto a quelle che hanno invece peggiorato (1.413 vs 1.476). Un’analisi per classi dimensionali mostra come:

  • nelle grandi imprese abbiano migliorato il 41,4% contro il 34,7% delle aziende che hanno viceversa incrementato il proprio debito bancario
  • nelle piccole la percentuale di aziende migliorate è simile a quelle che hanno peggiorato(38,6% vs 39,6%)
  • nelle medie il 38,4% ha diminuito la propria esposizione verso il sistema bancario, a fronte del 43,9% che ha aumentato il debito.

Le imprese che hanno variato, rispetto al bilancio precedente, la propria esposizione debitoria in un range del 3% sono considerate “stabili”.


L’indebitamento medio (espresso nella tabella in migliaia di euro) è aumentato per tutte le classi dimensionali con un incremento del 5,2% per la media impresa, del 3,4% la grande e del 2,4% per le piccole aziende.


Focalizzando l’attenzione sul debito bancario di breve si nota come, nell’ultimo anno di bilancio, sia complessivamente maggiore il numero di aziende che hanno peggiorato la propria esposizione debitoria di breve verso gli istituti di credito, rispetto a quelle che nel 2015 hanno migliorato la propria posizione (1.453 vs 1.395). Solo nelle classe dimensionale delle grandi aziende abbiamo un dato di miglioramento con il 44,3% delle aziende che hanno ridotto il loro debito rispetto al 36,9% che invece l’hanno incrementato.


La tabella di debito nel lungo mostra come siano invece complessivamente di più che le realtà che hanno migliorato la propria esposizione rispetto a quelle in peggioramento nell’ultimo anno (1.307 vs 1218). In questo caso il dato migliora per le piccole imprese, è in leggero peggioramento per le medie, mentre peggiora per le grandi. Una parte di queste grandi aziende, sfruttando la propria solidità, potrebbe anche aver volutamente incrementato il debito di lungo periodo, sfruttando il momento favorevole dei tassi, a discapito del debito di breve.


ONERI FINANZIARI/EBITDA

L’importante dipendenza dal sistema bancario comporta oneri finanziari oltre 889 miliardi, che nella ricerca, sono stati rapportati all’Ebitda così da misurare la capacità aziendale di farvi fronte.


Aziende stabili se hanno variazione dello 0,25%

Analizzando l’ultimo biennio, mentre le medie e grandi aziende, hanno avuto un numero maggiore di aziende che hanno migliorato tale rapporto (54,1% le medie imprese e 61,5% le grandi), è negativo tale valore per le piccole imprese (con il 51,7% che hanno peggiorato tale indice). Il dato per tali realtà è dovuto, elemento ancora più allarmante, soprattutto ad un peggioramento dell’Ebitda. Va inoltre considerato che lo scenario degli anni considerati è favorevole, dato che il calo dei tassi di interesse ha permesso complessivamente di contenere l’importo degli oneri finanziari.

Analizzando tale rapporto sull’ultimo anno, si evidenzia come abbiano un valore critico (maggiore >50%)il 14,3% delle piccole aziende, il 9% delle medie e il 13% delle grandi.



DEBITO/EQUITY RATIO

Questo indice atto a valutare la capacità aziendale di far fronte al debito netto col proprio patrimonio, mostra come la maggioranza delle aziende (56,4%) abbia mantenuta invariata la propria situazione nel biennio considerato. Percentualmente sono soprattutto le aziende più piccole quelle che per classe dimensionale hanno migliorato la propria posizione (24%, mentre hanno migliorato il 21,3% delle medie e 19,1% delle grandi aziende). Di contro le grandi aziende sono quelle che hanno registrato meno peggioramenti (12,7%), seguono le medie (19,2%) e le piccole (22,8%)


Stabile il valore in un range dello 0,25%

Considerando tale indice nell’ultimo anno disponibile, il 19,6% delle piccole aziende mostrano un dato problematico (cioè maggiore di 4). Tale percentuale è sensibilmente maggiore di quello delle medie (10,1%) e grandi (6,7%) e mette in luce la scarsa patrimonializzazione nel sistema italiano (in particolare sulle realtà di minori dimensioni).



PFN/EBITDA

Altro indice analizzato nella ricerca è il rapporto tra PFN e il margine operativo lordo (Ebitda). Tale valorevuole, in modo sintetico, indicare il numeri di anni che, con l’attuale marginalità, l’azienda impiegherebbe a ripagare il debito al netto degli oneri finanziari.

Anche questo indicatore mostra come, per le medie e grandi aziende, sia maggiore il numero di imprese che hanno migliorato la loro posizione rispetto a quelle in peggioramento. E’invece leggermente negativo per le piccole (42,2% in peggioramento vs 41.8% migliorate)


Stabile il valore in un range dello 0,25%

Analizzando l’ultimo anno di bilancio, oltre il 61% delle piccole e delle grandi aziende dovrebbe essere in grado di ripagare il debito entro un arco temporale di 4 anni, mentre per le medie solo il 52,2% rispetterebbe lo stesso orizzonte temporale con il 18,1% che si trova in una situazione di forte tensione.


DEBITO BANCARIO/ FONTI DEBITO

Altro indice su cui la ricerca ha posto attenzione è il peso del debito bancario, sia di breve che di lungo, rispetto alle fonti di debito finanziario (Patrimonio Netto, Deb. Banche e Deb. verso altri finanziatori).

I debiti bancari rappresentano una quota considerevole delle fonti dell’azienda. Il 30,8% delle piccole imprese ha tale indice superiore al 66% (25,9% le medie e 20,7% le grandi) a segnalare una “dipendenza” di tali realtà dagli istituti di credito.


Nel corso del 2015 il campione selezionato ha visto un miglioramento di tale indice per tutte le tre classi dimensionali analizzate. Il miglioramento è, ancora una volta, soprattutto per le grandi imprese (48,7% di aziende che hanno migliorato vs 30,9% di peggioramento), con le medie imprese che hanno invece la percentuale più alta di situazioni in peggioramento rispetto all’anno precedente (38,8%).


Stabile il valore in un range dello 0,25%

Lo scenario descritto, mostra come complessivamente, a fronte di un elevato indebitamento le imprese italiane del settore analizzato non sembrano aver rafforzato in modo adeguato la propria capacità patrimoniale e continuano ad avere nelle banche la prima fonte di finanziamento. In una fase di stretta creditizia con maggiore selezione del credito è evidente come tale “dipendenza” sia rischiosa e renda sempre più necessario un dialogo trasparente con gli istituti di credito con cui le aziende collaborano. Le maggiori criticità sembrano soprattutto sulle medie aziende che ancora più delle piccole restano fortemente dipendenti dal sistema creditizio.

Dario De Benedetti

Massimiliano Tonarini

Chiamaci al numero verde

800 94 25 52

o compila il form sottostante, e i dati della tua azienda, per ottenere in poche ore un' analisi di fattibiltà della tua richiesta di finanziamento.

Ti contatterà un nostro tutor per accompagnarti.


Informazioni preliminari